Nido d'infanzia "Il Pulcino"
Via Antonio Montanari n. 15
e-mail: nido.pulcino@libero.it
Tel. 0543 493289

Il nido accoglie n. 45 bambini dai 12 ai 36 mesi, è
aperto da settembre a giugno, con orario dalle 7.30 alle 16.

Il centro estivo funziona il mese di luglio con orario dalle 7.30 alle 18.30

Il centro giochi "Elefantino bianco" funziona da ottobre a maggio, lunedì, mercoledì e venerdì dalla ore 16.30 alle ore 18.30

Per le iscrizioni si devono compilare gli appositi moduli, corredati della prevista documentazione, disponibili presso l'Ufficio Servizi Sociali del Comune, gli Uffici dell'Istituzione, l'Asilo Nido e l'U.R.P. comunale.

ESPERIENZE EDUCATIVE

GIOCHIAMO A......... "FAR MUSICA"

IL METODO OSSERVATIVO AL NIDO

L’OSSERVAZIONE AL NIDO

GIOCHIAMO A.........” FAR MUSICA”

Bruna Dirani, Verdiana Gordini, Luana Milanesi, Luisa Turci, Serena Zanetti
educatrici nido d'infanzia "Il Pulcino", Meldola

“Ballate, come se nessuno vi guardasse.”

Daisaku Ikeda

La musica è sempre stato un elemento molto importante nella vita quotidiana del Nido, pertanto abbiamo sentito la necessità di formarci, con un aggiornamento triennale, sulla musica intesa come strumento atto ad agevolare la lettura delle emozioni del bambino.

”Musica, Suoni e Rumori per un’integrazione delle culture” era il titolo del primo corso che si basava sull’ascolto e la produzione sonoro-musicale nella prima infanzia.

Nella programmazione di plesso di quell’anno, noi educatrici abbiamo privilegiato l’aspetto musicale attraverso un progetto che conduceva il bambino alla scoperta di suoni, ritmi, rumori. Tale esperienza, sperimentata da entrambe le sezioni del Nido, intendeva favorire lo sviluppo della sensibilità uditiva, della voce come conquista di sè, del ritmo e del senso musicale.

Abbiamo sentito la necessità di allestire un “angolo / musica” con impianto stereo, strumenti musicali e non ( bottiglie di plastica piene di sassi, sabbia,legumi, riso, ecc....), musicassette di vario genere (classico, moderno, rock, new age, ecc...) a disposizione dei bambini per il “gioco musicale” inserito nel calendario settimanale delle attività.

Tra le tante canzoni proposte ai bambini “Il pulcino ballerino” era una delle preferite, così abbiamo deciso di realizzare una musicassetta con le canzoncine cantate al Nido e di utilizzare il “Pulcino” come personaggio mediatore di quell’anno.

In seguito abbiamo pensato di farne una per ogni bambino e di creare un libro con i testi illustrati delle canzoni incise.

Durante una “serata - laboratorio”, i genitori sono stati coinvolti per colorare il libro che Babbo Natale avrebbe, poi, regalato ai loro bambini.

L’esperienza musicale è continuata per tutto l’anno scolastico ed è stata molto utile anche per il raccordo Nido-Materna: “Gino il pulcino” e i bambini della sezione Grandi-Divezzi del Nido sono andati alla Scuola dell’Infanzia e, insieme ai bambini più grandi, hanno costruito delle maracas che hanno utilizzato per la festa e che hanno ritrovato a settembre al loro ingresso nella nuova scuola.

Il tema del secondo anno di aggiornamento è stato: “Oggetti, Suoni e Ritmi per Inventare e Narrare Storie”

Un libro, una storia possono offrire stimoli preziosi per narrare meditando sull’importanza dei toni, dei ritmi e dei suoni che lo possono rendere più o meno “efficace”.

Nella programmazione di plesso, abbiamo pensato di introdurre, come personaggio mediatore, “Il Pesciolino Giramondo” e, attraverso una storia inventata, ricca di avventure, accompagnata da uno “sfondo musicale”, abbiamo rafforzato la narrazione suscitando forti emozioni nei bambini.

“ La dada Bruna si prepara per raccontare la storia animata di Giramondo, i bambini sono già seduti in attesa dello spettacolo . All’improvviso Nicolas si alza in piedi e dice:- Dada, accendi la musica del mare!-”

La dada Serena si avvicina allo stereo e fa partire la colonna sonora della storia, il viso di Nicolas s’illumina e si appresta ad ascoltare, in silenzio, il rumore del mare”

Il progetto prevedeva la realizzazione di un libro con la storia del “Pesciolino Giramondo”..............

“IL PESCIOLINO GIRAMONDO”

Il pesciolino Giramondo abita nel grande oceano vicino alla costa.
Porta sempre con sè uno zainetto perchè, da ogni viaggio,
raccoglie un piccolo dono per i suoi amici.
Di notte dorme in una barchetta in compagnia del suo amico Polipo.

Domani è il compleanno di Polipo e Giramondo decide di scendere
in fondo all’oceano per cercare un dono da portargli in regalo.

In fondo all’oceano ci sono tante conchiglie meravigliose.
Giramondo raccoglie la più bella ma, improvvisamente, sbuca
fuori uno Squalo minaccioso che se lo vuole mangiare.

Arriva Polipo in soccorso, si avventa sullo Squalo e, con
i suoi lunghi tentacoli, lo stringe forte da fargli tanto male.

Lo Squalo, spaventato, scappa via.

Il pesciolino Giramondo ringrazia l’amico Polipo e gli dona la bella conchiglia.

........di conseguenza la conoscenza di ambienti acquatici sconosciuti e la sperimentazione di modi insoliti di fare musica con l’acqua durante i “laboratori musicali”.

I bambini, a piccoli gruppi, venivano stimolati a produrre suoni con materiali vari: bacinelle piene d’acqua, cannucce per soffiare sull’acqua, palloncini pieni d’acqua, granaglie tuffate nell’acqua..........la produzione di questi suoni coinvolgeva i bambini in modo tale da creare automaticamente un gran silenzio che permetteva loro l’ascolto dei suoni prodotti.

“.....per creare e far scoprire i suoni dell’acqua, la dada soffia con una cannuccia e fa delle bolle nella vaschetta di Andrea, lui stupito vuol fare lo stesso ma non ci riesce.....Andrea non si scoraggia e insistendo riesce a soffiare nella cannuccia e a fare le bolle, ora guarda la dada e ride soddisfatto”

La storia, con relativa colonna sonora, è stata realizzata con tre diverse tecniche narrative:

- narrazione animata

- teatrino luminoso con i lucidi

- teatro dei burattini

ed è stata rappresentata in varie occasioni: Festa di Natale, Carnevale e Festa di fine anno.

Il pesciolino Giramondo è stato utilizzato anche per il raccordo Nido-Materna: i bambini del Nido e della Scuola dell’Infanzia, dopo aver ascoltato insieme la storia, hanno realizzato dei maxi-collages che rappresentavano i vari personaggi della storia.

I pannelli, realizzati con la tecnica del collage raffiguranti il pesciolino, il polipo e lo squalo, il libro e il pupazzo Giramondo hanno accolto i bambini del Nido al loro ingresso, a settembre, alla Scuola dell’Infanzia.

Il percorso formativo triennale si è concluso con diversi incontri centrati sul tema: “Suono, Musica ed Emos-Azioni”.

Lo scopo del corso è stato quello di aiutare noi educatrici ad adottare “strategie musicali” per far esternare ai bambini le loro emozioni, importanti per uno sviluppo armonico e completo della loro personalità e fornire alcuni spunti teorici e pratici utili ad evolvere le proprie competenze relazionali.

Il percorso prevedeva, come nei due anni precedenti, 4 incontri di laboratorio all’interno del Nido, condotti dal dottor Oriani dove i bambini hanno avuto la possibilità di esprimersi e di essere ascoltati.

OBIETTIVI: 1) Favorire la liberazione di processi espressivi sociali e comunicativi.

2) Facilitare nel bambino il contatto con le proprie emozioni e i propri

sentimenti.

ATTIVITA’: 1) Giochi musicali per muoversi e organizzarsi nello spazio.

2) Passaggio dall’ascolto musicale passivo all’ascolto attivo in libero

movimento.

3) Danze, giochi di animazione e di gruppo, improvvisazioni libere e

guidate.

La regolarità con cui si fa esperienza musicale al Nido ha permesso a noi educatrici, che da sei anni, attraverso la formazione, ci siamo appropriate della tecnica della “infant observation” ( 1960 - Esther Bick ), di rilevare i mutamenti di interesse nello stesso bambino.

L’osservazione è uno strumento per : “...affinare la comprensione dello sviluppo emotivo e relazionale del bambino, delle sue capacità, dei modelli di comunicazione, dicomportamento e per cercare di addivenire ad una conoscenza, permeata di profonda emotività, delle modalità precoci di funzionamento mentale e delle qualità delle esperienze infantili.” (F. Monti, 1999)

Questa tecnica ha sicuramente migliorato la nostra capacità di ascolto imparando a leggere i comportamenti dei bambini, arrivando a una sospensione del giudizio, a mettersi in discussione con le colleghe perchè il lavoro diventi comune e coinvolgente per tutte.

Nell’ambito dell’esperienza musicale ci è stata molto utile la griglia osservativa, periodicamente proposta, elaborata dal dottor Oriani.

ESPLORAZIONE MUSICALE : Griglia osservativa

1. Partecipa con timore, difficoltà,indifferenza, piacere, entusiasmo

2. Fa esplicita richiesta dell’attività dell’educatrice

3. In sezione nei suoi giochi spontanei.....è produttore di suoni

4. E’ in ascolto della situazione e del contesto sonoro in atto (guarda, ascolta,osserva)

5. Non interagisce con strumenti

6. Esplora gli oggetti/strumenti senza produrre suoni

7. Interagisce con uno strumento

8. Interagisce ogni volta con lo stesso strumento

9. Interagisce con più strumenti (uno alla volta)

10.Interagisce con più strumenti contemporaneamente

11.Mentre produce suoni cerca la complicità dei compagni

12.mentre suona rimane indifferente agli eventi sonori (e non ) intorno a lui

13.mentre suona mostra di rivolgere la sua attenzione alla sonorità prodotta

14.Mostra particolare piacere e interesse verso le seguenti sonorità..............

15.Mostra fastidio o timore verso certe sonorità...................

16.Rimane distante da certi strumenti.................

17.Mostra di non gradire l’avvicinamento di qualsiasi compagno/gna

18.Mentre suona attiva tutto il corpo usando un’ampia porzione di spazio

19.Mentre suona la sua attenzione è rivolta più ai gesti/movimenti che al suono

20.Durante l’attività tende a muoversi nello spazio passando vicino/lontano dai

compagni che suonano

21.Mentre suona utilizza piccoli movimenti e piccole porzioni di spazio

22.Esplora gli oggetti/strumenti usando un’unica modalità di produzione sonora

23.Esplora gli oggetti/strumenti usando più modalità di produzione del suono

(convenzionali e non)

24.Mentre esplora il bambino si sofferma su in’idea/”trovata” sonora particolare

che tende a ripetere e variare

25.L’evento sonoro è caratterizzato dalla combinazione di sequenze aventi una loro

logica costruttiva/formale

26.Più che alla combinazione di elementi distinti il progetto esplorativo del bambino

è rivolto verso l’evoluzione della materia sonora

27.Mentre esplora lo strumento........la sua attenzione sembra soffermarsi sui seguenti

aspetti (timbrici, ritmici, melodici, dinamici, agogici )

28.Le sue esplorazioni sono caraterizzate da.....(ripetizione, variazione

graduale/continua)

29.Durantel’attività osserva e riproduce quello che fanno i compagni (o certi bambini)

30.Si avvicina allo strumento suonato da un compagno per suonarci assieme

( funzione integrativa)

31.Si avvicina allo strumento suonato da un compagno per portarglielo via

32.Si pone in ascolto delle proposte dell’educatrice dialogando con esse

33.Nelle improvvisazioni collettive mostra attenzione e ascolto anche verso i suoni

dei compagni

Il gioco musicale esplorativo proposto da noi educatrici, viene elaborato dai bambini sempre in modo originale.

Osservandoli, si nota chi partecipa con entusiasmo, chi ha un approccio più timido e titubante, chi collabora con i compagni e attiva meccanismi di interazione complessi, chi invece ha un’esplorazione più limitata dello strumento o dell’oggetto musicale.

Atteggiamenti iniziali che, poi, possono modificarsi, arricchirsi, evolversi e anche cambiare totalmente.

“.........Cesare e Viola, con gli strumenti scelti in mano, si infilano in uno scatolone vuoto, la dada Serena li copre con un telo grande e loro sono contenti perchè emettono gridolini di gioia e di sorpresa. Così nascosti iniziano a suonare il piffero, l’armonica, i campanelli........e il gioco continua con una sorta di complicità e scambio”

“ Fabio accetta di seguire il gruppo in veranda per giocare con gli strumenti musicali ma è intimorito, anzi indifferente all’approccio con gli strumenti proposti.

Rimane scostato dalla situazione di gioco, sta alle spalle della dada, fermo, sembra in attesa di una proposta che gli permetta di uscire dalla stanza.”

Tenendo conto del progetto musicale del terzo anno, abbiamo costruito il “Pagliaccio Dolcesuono”, personaggio mediatore che accompagna i bambini in un mondo fantastico attraverso lo spazio narrativo e l’uso dei vari strumenti musicali.

Attorno a questo personaggio è stata inventata una storia che vede protagonista un pagliaccio che, con la sua armonica, coinvolge emotivamente animali e personaggi:

“IL PAGLIACCIO DOLCESUONO”

C’erano una volta un re e una regina che vivevano in un meraviglioso castello.
Dopo tanto tempo, finalmente, nacque un bel bambino.

Ma questo bambino era molto triste e nè il re, nè la regina
riuscivano a farlo sorridere.

Ogni giorno, tutte le persone che abitavano nel castello portavano
doni al principino.....ma lui non sorrideva mai.

Il pagliaccio Dolcesuono pensò di aiutare il principino e si incamminò verso il castello, che era in una città molto lontana, con il suo cappello a sonagli in testa, suonando l’armonica.

Ad un tratto sentì uno strano rumore e apparve un cane che aveva al collo una collana di strane perle tintinnanti.
Dolcesuono gli chiese: - Vieni con me a suonare al castello del principino triste?-
Il cane, senza pensarci due volte, s’incamminò dietro Dolcesuono.

Proseguirono suonando i loro strumenti.
Ad un certo punto comparve un bel maialino che suonava il flauto.

Dolcesuono gli chiese: -Vieni con noi a suonare al castello del principino triste?-
Il maialino annuì con un grugnito e si incamminò dietro di loro.

Strada facendo balzò davanti a loro un bel gattone grigio con un gran frastuono di campanelli. Nella zampina anteriore aveva un guantino con tanti campanellini.
Dolcesuono lo invitò a seguire il gruppo per raggiungere al più presto il castello del principino triste.

Il pagliaccio Dolcesuono, il gatto, il cane e il maialino camminavano allegri verso il castello, suonando i loro strumenti e finalmente arrivarono.

Si inchinarono davanti al principino triste e si misero a suonare.
La musica era così bella, così dolce e piacevole che il principino incominciò a sorridere e a battere le mani dalla felicità.

Arrivarono il re e la regina e dalla gioia fecero una grande festa.
Si organizzarono balli, canti e furono serviti dolci di ogni genere.
Dolcesuono e i suoi amici rimasro al castello a deliziare ogni giorno il principino con le loro picevoli musiche.

Il personaggio e il libro sono,poi stati messi a disposizione dei bambini nelle sezioni; di frequente viene narrata loro la storia con relativa colonna sonora .

I bambini stessi raccontano e drammatizzano la storia animando i personaggi con un grande coinvolgimento emotivo.

“Il racconto della storia di Dolcesuono con i burattini è appena terminato.

I personaggi sono appoggiati sul tavolo, i bambini si avvicinano timorosi e curiosi allo stesso tempo.

Alessia prende Dolcesuono e dice:” Andiamo dal principino triste?” Infila la mano dentro al burattino e i campanelli del cappello iniziano a suonare.

Tommaso prende il cane e dice: “ Io vengo con te, senti la mia collana.”

Insieme camminano per la sezione con i burattini infilati nelle mani.”

Il percorso musicale non terminerà con la conclusione del progetto triennale, prevediamo la realizzazione della “Casa dei Suoni”: una struttura in legno, corredata da strumenti sonori strutturati e di recupero che permette al bambino di scoprire la magia evocativa del suono, ma anche di giocare e percuotere membrane, pizzicare corde, soffiare canne inventando altre musiche e altre storie.

La mediazione non verbale che la musica offre consente ai bambini di poter prendere parte alle esperienze di ascolto e produzione in modo da promuovere una più ampia conoscenza di sè e sviluppare le proprie competenze e potenzialità.

IL METODO OSSERVATIVO AL NIDO

Nell’anno scolastico 1994 - ‘95, per la formazione delle educatrici del nido d’infanzia “Il Pulcino” di Meldola, è stato intrapreso un progetto finalizzato all’osservazione del bambino, condotto dalla dott. Fiorella Monti, psicologa, psicoterapeuta, docente all’Università di Bologna.

Lo scopo era di imparare ad ascoltare ed osservare più attentamente i segnali verbali e non verbali dei bambini, carcare di capirli e fornire loro un’adeguata risposta.

La tecnica osservativa utilizzata fa riferimento al metodo dell’”Infant Observation”, ideata dalla psicologa inglese Esther Bick per osservare lo sviluppo del bambino in rapporto alla relazione con l’adulto, i coetanei e il materiale nel gioco.

L’osservazione del bambino è fatta con durata di 15 - 20 minuti a scadenza settimanale, sempre alla stessa ora, coinvolgendo un gruppo di 4 o 5 bambini.

Appena possibile l’osservazione viene elaborata su carta in maniera descrittiva e periodicamente letta all’interno del gruppo di lavoro con la supervisione della dott. Monti.

La scelta del bambino da osservare non è fatta a caso, ma motivata da problemi relazionali e comportamentali.

Durante il primo anno di sperimentazione del metodo, l’osservazione è stata fatta al momento del gioco con l’acqua, negli anni seguenti invece durante le attività e nel gioco libero.

Nel gioco, infatti, il bambino verbalizza i suoi percorsi emotivi e mentali e, attraverso l’osservazione, l’adulto ha la possibilità di conoscere e comprendere meglio lo sviluppo infantile.

Successivamente è emersa la necessità di fare l’osservazione del colloquio iniziale con i genitori e di condurne un secondo perchè il primo è risultato essere uno scambio di informazioni formali dato che ancora mancava una conoscenza approfondita e una relazione di scambio.

E’ emersa l’importanza di tener presente:

- la durata del colloquio

- la collocazione

- il contesto

- l’atteggiamento facilitante dell’educatrice nei confronti dei genitori

- l’alleanza fra educatrice e genitori

- la collaborazione positiva.

Se nel primo colloquio sono i genitori a dare notizie del figlio, nel secondo colloquio è l’educatrice che restituisce ai genitori una parte di vita del loro bambino al nido.

In questi ultimi anni, l’osservazione si è concentrata sul momento dell’inserimento.

Si è cercato di avere più attenzione alla gradualità dell’inserimento, una maggior disponibilità a modulare i tempi accogliendo le domande del bambino e i suoi eventuali disagi.

L’inserimento, infatti, è un passaggio critico che richiede sostegno, attraverso punti di riferimento stabili, sia per la famiglia che per il bambino.

Importante è stata l’osservazione, da parte delle educatrici, della coppia genitore-bambino e della loro modalità di relazione.

Si è osservato il primo ingresso con il genitore, il momento del primo distacco, il momento successivo all’allontanamento del genitore e, infine, il ricongiungimento.

Si sono osservate le interazioni del bambino con il genitore, con i compagni, gli atteggiamenti posturali, le espressioni mimiche e l’uso degli oggetti.

Tale metodologia osservativa ha consentito alle educatrici di crescere personalmente e professionalmente in quanto ha dato loro la possibilità di rilevare con maggior attenzione le problematiche dei bambini avendo, come obiettivo, la conoscenza del loro sviluppo emotivo.

I bambini del Nido e i “mobiles” di Calder

Da diversi anni le insegnanti del Nido d’Infanzia “Il Pulcino” di Meldola partecipano alla formazione congiunta del Progetto 0/6 che coinvolge i Nidi e le materne del comprensorio del Bidente con il coordinamento della dott. Fabiola Crudeli.

Durante l’anno scolastico 2002 / 2003 si è lavorato sul tema: “L’oggetto dalla pittura alla scultura”.

Il punto di partenza è sempre l’”opera d’arte”: i suoi codici, i suoi linguaggi e i suoi materiali; una modalità stimolante per comprendere e inventare la realtà estetica che ci circonda.

Le insegnanti hanno ricevuto imput per utilizzare materiale di recupero stimolando ed educando le capacità creative proprie dei bambini.

Il filo conduttore di questo progetto è stata la particolare attenzione rivolta ai materiali e alle loro caratteristiche tecniche ed evocative.

Per quanto riguarda le attività proposte al Nido si sono utilizzate le tcniche dell’impronta, del calco e la sperimentazione sensoriale per arrivare a creare sensazioni tattili.

PERCORSI D’ARTE BAMBINA AL NIDO
Bruna Dirani, Verdiana Gordini, Luana Milanesi, Serena Zanetti, Luisa Turci
le insegnanti del nido d’Infanzia “Il Pulcino” di Meldola

Dopo i primi incontri di formazione con le esperte d’arte della Galleria d’Arte Moderna di Bologna, le dott.sse Elena Stradiotto e Manuela Comogli, rivolti alla ricerca iconografica e storica dell’uso di materiali anomali nell’Arte Contemporanea e sulla rappresentazione grafico-pittorica dell’oggetto, le insegnanti hanno seguito un percorso basandosi sull’arte scultorea di Calder, artista contemporaneo.

Calder, soprannominato l’Ingegnere del vento, ha inventato una nuova forma di scultura: “I mobiles”: sculture mobili che lievitano nell’aria, forme colorate che danzano usando materiali di recupero leggeri in equilibrio fra loro.

Per far conoscere ai bambini questa forma d’arte le insegnanti hanno ideato una storia che ha come protagonista un personaggio curioso: “L’Omino del Vento”.

Questo personaggio riesce a far sparire le paure dei bambini e a far apprezzare loro le varie forme d’arte.

I bambini si rendono conto che, con materiale povero ( attaccapanni di ferro, bottiglie di plastica colorate, tappi di sughero, ecc.) si possono realizzare bellissimi oggetti che diventano vere e proprie opere d’arte.

1) L’albero di Natale : i bambini hanno colorato tante bottiglie di plastica, le insegnanti le hanno tagliate e sono diventate fiori, fili, spirali colorati che i bambini hanno appeso all’albero di Natale creando un’insieme leggero ed aereo che si muove ad ogni piccolo mivimento con grande gioia di tutti.

2) Festa di Natale : la storia dell’Omino del Vento è stata raccontata con la tecnica della narrazione animata, i “mobiles” costruiti dall’omino buffo sono stati appesi a una pianta grande e fatti muovere come se tirasse un forte vento.

Babbo Natale ha regalato ad ogni bambino il libro con la storia de l’Omino del Vento colorato dal proprio genitore e il pupazzo realizzato dai genitori insieme con le insegnanti durante una serata laboratorio.

3) Primo incontro con Manuela: un piccolo gruppo di bambini si siede di fronte ad un lenzuolo bianco su cui sono disposti vari oggetti (costruzioni, pinze, ruote.......).

Ogni bambino è invitato a scegliere il suo oggetto preferito, lo dipinge con il colore a tempera che preferisce e ne lascia l’impronta sul foglio predisposto.

4) Impronta delle mani e dei piedi: i bambini a piccolo gruppo vanno in atelier e si dipingono le mani di rosso e i piedi di giallo per lasciare la loro impronta sul foglio.

Il lavoro è continuato tracciando sui fogli bianchi scie e strade con i rulli sagomati.

5) Secondo incontro con Manuela: i bambini manipolano la creta per ammorbidirla poi scelgono un oggetto messo loro a disposizione e ne fanno il calco. Nei giorni seguenti i calchi asciutti sono stati appesi in sezione e ogni bambino ha riconosciuto il suo e l’ha mostrato ai genitori.

6) La sagoma dell’Omino del Vento: le insegnanti disegnano su un grande foglio bianco la sagoma dell’Omino del vento e i bambini la”vestono” con pezzetti di carta adesiva: un po’ di fili di lana per i capelli, gli occhi disegnati ed ecco apparire il nostro buffo amico.

7) Terzo incontro con Manuela: ogni bambino ha la sua scatola personale dove tiene le foto di casa e gli oggetti più significativi per lui. Manuela chiede ai bambini di prendere il coperchio della propria scatola e di andare in atelier per personalizzarla.I bambini toccano diversi tipi di materiale ( duro, soffice, morbido e ruvido) e scelgono quello con cui abbellire la scatola.

8) Il gioco sensoriale: Le insegnanti propongono al piccolo gruppo il pannello a tasche. I bambini si divertono a toccare, tastare, vedere e scoprire che tipo di materiale hanno di fronte ( spugne morbide e abrasive, guanti di lattice e di gomma, conchiglie, pezzi di pelliccia, spago, catenelle....)

9) Ultimo incontro con Manuela: Manuela mostra ai bambini le immagini delle sculture aeree di Calder e invita i bambini a realizzare i loro “mobiles”.

I bambini colorano piccoli oggetti di gommapiuma, di carta, sughero e foglie . Le insegnanti li legano con fili di bava agli attaccapanni di ferro ed ecco realizzati i “mobiles” del Nido che vengono appesi al soffitto dell’ingresso in mostra permanente.

10) Carnevale: ogni bambino si è steso su un foglio bianco e le insegnanti ne hanno tracciato il contorno per realizzare una sagoma. ogni sagoma è stata vestita come Arlecchino con tecniche diverse, dalla pittura, al collage, al patchwork usando vari materiali. Poi le sagome colorate sono state appese in sezione e ogni bambino è stato in grado di riconoscere la sua.

11) Raccordo Nido- Materna: Le insegnanti dei due plessi preparano un progetto per preparare i bambini del nido in questo passaggio. Vengono coinvolti i personaggi mediatori e l’Omino del Vento accompagna i bambini del Nido alla Scuola dell’Infanzia.

Insieme ai bambini grandi si lavora la creta e si fanno dei calchi per realizzare dei “mobiles”. Durante l’ultimo incontro i “mobiles” sono stati appesi agli alberi del giardino della materna e, a settembre, i bambini li troveranno ad aspettarli insieme al pupazzo e al libro de”L’Omino del Vento”.

12) Festa di fine anno scolastico: sabato pomeriggio di festa al Nido, i bambini arrivano con genitori, nonni e amici, ad ognuno viene data una giarndolina che si muove con il vento. Agli alberi sono appesi i “mobiles” realizzati alla Materna, c’è la mostra che documenta le fasi del raccordo e i genitori, divisi in squadre fanno la gara per realizzare i “mobiles” più belli poi, insieme alle insegnanti e ai bambini drammatizzano la storia de “L’Omino del Vento”.

Una giuria qualificata sceglie la squadra vincente e l’Omino del Vento consegna le medaglie a tutti

L’OSSERVAZIONE AL NIDO

Bruna Dirani-Verdiana Gordini-Luana Milanesi-Luisa Turci-Serena Zanetti
le insegnanti del nido d’Infanzia “Il Pulcino” di Meldola

Se ci riuscisse realmente ad osservare le cose e a pensarle,

potremmo capire le radici senza strappare le piante

(Donald Meltzer)

Nell’anno scolastico 1994 - ‘95, per la formazione delle insegnanti del nido d’infanzia “Il Pulcino” di Meldola, è stato intrapreso un progetto finalizzato all’osservazione del bambino, condotto dalla dott. Fiorella Monti, psicologa, psicoterapeuta, docente all’Università di Bologna.

Imparariamo ad osservare

Lo scopo era di imparare ad ascoltare ed osservare più attentamente i segnali verbali e non verbali dei bambini, cercare di capirli e fornire loro un’adeguata risposta.

La tecnica osservativa utilizzata fa riferimento al metodo dell’ ”Infant Observation”, ideata dalla psicologa inglese Esther Bick per osservare lo sviluppo del bambino in rapporto alla relazione con l’adulto, i coetanei e il materiale nel gioco.

L’osservatore non dà consigli e pareri, non emette giudizi, è presente come un ricettore partecipe del contesto osservato, focalizza specifici aspetti da studiare e tende ad acquisire la capacità mentale ed emotiva di vedere un insieme, un tutto: il bambino nella sua globalità.

L’osservazione del bambino è fatta con durata di 15 - 20 minuti a scadenza settimanale, sempre alla stessa ora, coinvolgendo un gruppo di 4 o 5 bambini.

Appena possibile l’osservazione viene elaborata su carta in maniera descrittiva e periodicamente letta all’interno del gruppo di lavoro con la collaborazione della coordinatrice psicopedagogia dott. Fabiola Crudeli e la supervisione della dott. Fiorella Monti.

La scelta del bambino da osservare non è fatta a caso, ma motivata da problemi relazionali e comportamentali.

Durante il primo anno di sperimentazione del metodo, l’osservazione è stata fatta al momento del gioco con l’acqua ( stessa situazione, stessi compagni, stesso materiale):

Osservazione del 23 novembre 1994 dalle 10,10 alle 10,40

“….Prende un bicchiere con il quale cattura le palline. Una alla volta le prende e le va a rovesciare nella piscina vicino facendole cadere dall’alto, guardando l’acqua che cola giù e seguendo con lo sguardo il movimento dell’acqua e della pallina che cade….”

Si può dedurre che il bambino sta scoprendo la funzione dell’oggetto e si notano le prime tracce del gioco del “come se”.

Negli anni seguenti , vista l’aumentata capacità osservativa delle insegnanti, sono iniziate le osservazioni nei momenti delle attività e del gioco libero.

Nel gioco, infatti, il bambino verbalizza i suoi percorsi emotivi e mentali così, attraverso l’osservazione, l’adulto ha la possibilità di conoscere e comprendere meglio le necessità che un bambino ha e aiutarlo per favorire l’armonia del suo sviluppo.

Osservazione del 25 febbraio 1996 dalle 10 alle 10,30

“….Sono le 10, entro in sezione,i bambini sono tutti intenti a giocare nei vari angoli-gioco. Mi soffermo a guardare e vedo Gioia che sta giocando intensamente con Maria, Bruno e Amed. Cerco di capire il loro gioco: fanno il gioco dei “leoni e delle tigri”. Sono tutti a quattro zampe, si inseguono, Bruno ruggendo cerca di prendere Gioia, poi interviene Amed che insegue Maria , fingono tutti di azzuffarsi, ruggiscono, si acchiappano, si rincorrono, poi si rotolano sul tappeto sempre ruggendo e ridendo forte. Il gioco continua per diversi minuti, poi Gioia e Maria scappano dentro l’igloo……”

Osserviamo il colloquio con i genitori


Alcuni anni fa è emersa la necessità di incentrare maggiormente l’attenzione anche sui genitori e così si è pensato di fare l’osservazione descrittiva del colloquio iniziale, tenuto possibilmente con entrambi i genitori, e di condurne un secondo per avere un quadro della vita del bambino e una relazione di scambio più approfonditi.

E’ emersa l’importanza di tener presente:

1- la durata del colloquio

2- la collocazione

3- il contesto

4- l’atteggiamento facilitante dell’educatrice nei confronti dei genitori

5- l’alleanza fra educatrice e genitori

6- la collaborazione positiva.

Se nel primo colloquio sono solo i genitori a dare notizie del figlio, nel secondo colloquio c’è uno scambio di informazioni: l’insegnante restituisce ai genitori la parte di vita del loro bambino al nido e i genitori raccontano i cambiamenti che hanno rilevato nella vita quotidiana del loro bambino.

Osservazione del primo colloquio con la mamma di Erica: 3 settembre 2001 dalle 8 alle 8,30:

“…..La mamma di Erica è una signora robusta con l’aria seria,non è truccata e ha uno sguardo triste. Entra al Nido un po’ titubante non sapendo come muoversi, le andiamo incontro e la facciamo accomodare in biblioteca. Al centro della stanza c’è il tavolo con sopra i fogli con gli orari dell’inserimento, i fogli della privacy e la nostra Carta dei Servizi.

La mamma si siede in poltrona, io nel divano di fronte a lei e conduco il colloquio, Luana, nel divano a fianco prende appunti……..”

Osserviamo la coppia genitore-bambino

In questi ultimi anni,attraverso l’osservazione, la nostra attenzione si è concentrata sul momento dell’inserimento.

Si è data più attenzione alla gradualità dell’inserimento adottando una maggior disponibilità a modulare i tempi, accogliendo le domande del bambino e i suoi eventuali disagi.

L’inserimento, infatti, è un passaggio critico che richiede sostegno, attraverso punti di riferimento stabili, sia per la famiglia che per il bambino.

Importante è stata l’osservazione della coppia genitore-bambino e della loro modalità di relazione perché ha permesso alle insegnanti di adottare metodi sempre più mirati a capire meglio le necessità del bambino.

Si è osservato il primo ingresso con il genitore, il momento del primo distacco, il momento successivo all’allontanamento del genitore e, infine, il ricongiungimento.

Si sono osservate le interazioni del bambino con il genitore, con i compagni, gli atteggiamenti posturali, le espressioni mimiche e l’uso degli oggetti.

Osservazione dell’entrata: 21 ottobre 2002 dalle 8,20 alle 8,40:

“….Pietro arriva accompagnato dal suo papà con il quale è rimasto 3 giorni nel fine settimana. Il papà, mentre lo prepara, rimane sempre alla sua altezza e lo contiene. Gli lascia tutto il tempo che vuole per i saluti anche se mi accorgo che Pietro non sembra molto convinto……..

Osservazione dell’uscita : 21 ottobre 2002 dalle 12,30 alle 12,45

“….all’improvviso arriva la mamma che, dalla porta della veranda dice:- Dov’è la mia patata, sono stata via 2 giorni e mi sembra una vita che non lo vedo!-

Pietro si gira e sorride, non fa in tempo a muoversi perché la mamma è già vicino a lui che lo stringe e lo bacia…Pietro guarda oltre la spalla della mamma e dice:

- Dov’è papà?-.…… ”

Tale metodologia osservativa ha consentito alle educatrici di crescere personalmente e professionalmente in quanto ha promosso le loro capacità di cogliere i dettagli della situazione l’evolversi del processo di crescita che si svolge davanti a loro.


*Esther Bick nel 1960 mise a punto il metodo osservativo dell’ Infant Observation all’Istituto di Psicoanalisi di Londra. Faceva parte, già dal 1948, del training di psicoterapia infantile presso la Tavistock Clinic di Londra, modello poi strutturato e diffuso a livello internazionale da Martha Harris.

Bonaminio V. Iaccarino B. (a cura di)
1989 L’osservazione diretta del bambino Torino, Boringhieri

Miller L. , Rustin M., Shuttleworth J.
1993 Neonati visti da vicino. L’osservazione secondo il modello Tavistock Roma Astrolabio